Rischio, margine e assegnazione

Una posizione in opzioni genera esposizione sia alle variazioni del valore contrattuale sia alle operazioni richieste dall’esercizio o dall’assegnazione. La sua perdita massima a scadenza, le garanzie richieste e i fondi necessari per acquistare azioni sono misure diverse. Una strategia può avere una perdita di payoff finita, ma richiedere molta più liquidità o capacità del conto per mantenere le azioni create attraverso il regolamento.

Esposizione economica e requisiti del conto

La perdita sulla sola opzione acquistata è limitata al premio. Il finanziamento aggiunge costi di indebitamento e l’esercizio può sostituire l’opzione con un’esposizione diversa. Secondo le regole di margine basate sulla strategia, gli acquisti di opzioni a breve scadenza su azioni ed ETF devono generalmente essere pagati per intero, mentre alcuni acquisti idonei a più lunga scadenza possono essere finanziati. La disponibilità del finanziamento dipende dalle regole applicabili e dalle condizioni del conto presso il broker.

Un’opzione venduta crea una passività il cui valore varia con il mercato. Se l’opzione diventa più costosa, riacquistarla costa di più e il risultato non realizzato del venditore peggiora. Una call scoperta non ha una perdita massima finita al rialzo del sottostante. Una put venduta su azioni o ETF ha una perdita finita, ma potenzialmente consistente, con il sottostante a zero, pari allo strike meno il premio per azione.

Il margine è la liquidità o l’insieme di titoli ammissibili richiesti a sostegno di una posizione presso il broker. Per un’opzione venduta, garantisce l’obbligo potenziale; non è il prezzo di acquisto dell’opzione né un tetto alla perdita. I requisiti basati sulla strategia riconoscono compensazioni specificate, comprese le opzioni protettive idonee negli spread. I sistemi di margine di portafoglio valutano gruppi di posizioni ammissibili in una serie di scenari di prezzo.

I broker possono imporre requisiti interni superiori ai minimi regolamentari. Le garanzie impegnate per le posizioni esistenti riducono il potere d’acquisto disponibile e una variazione dei requisiti può ridurre la capacità di mantenere tali posizioni o aprirne altre. Il rischio di mercato e quello di finanziamento possono quindi intensificarsi insieme.

Carenze di margine e liquidazione

Una carenza può emergere perché una posizione perde valore, le garanzie si riducono o il broker aumenta i requisiti. Colmarla può richiedere liquidità o titoli aggiuntivi, una riduzione delle posizioni o una combinazione di queste misure. Il broker può liquidare attività senza contattare prima il cliente e può scegliere quali vendere. L’esito a scadenza pianificato potrebbe quindi non essere mai raggiunto, perché la posizione viene chiusa prima.

Assegnazione e dimensione dell’operazione azionaria

L’assegnazione di una put venduta con consegna fisica comporta l’acquisto di azioni allo strike; quella di una call venduta comporta la vendita a quel prezzo. Un venditore di call senza azioni disponibili per la consegna può ritrovarsi con una posizione azionaria corta. Il conto deve poter sostenere l’acquisto, la consegna o la posizione corta risultanti, indipendentemente dal premio iniziale dell’opzione.

Si considerino un prezzo ipotetico di SPY di $750 e uno spread con 45 giorni residui. La posizione vende una put con strike $750 a $16 per azione e acquista una put con strike $725 a $6.50. Ogni contratto riguarda 100 azioni. Il credito di apertura è quindi $9.50 per azione, ossia $950.

A $725 o meno a scadenza, la put acquistata compensa l’ulteriore crescita del payoff della put venduta. La perdita massima a scadenza è la distanza tra gli strike di $25 meno il credito di $9.50:

Perdita massima a scadenza=(7507259.50)×100=$1,550\text{Perdita massima a scadenza}=(750-725-9.50)\times100=\$1{,}550

L’assegnazione della put con strike $750 genera tuttavia un pagamento lordo molto maggiore:

Pagamento dello strike=750×100=$75,000\text{Pagamento dello strike}=750\times100=\$75{,}000

I $75,000 vengono scambiati con 100 azioni SPY; non costituiscono di per sé una perdita economica di $75,000. Il valore delle azioni e della put ancora in essere devono essere inclusi nella valutazione della posizione. La liquidità o il margine necessari per mantenere la combinazione dipendono dal conto e dal broker. L’esempio illustra perché la perdita massima di uno spread non descriva in modo sufficiente il suo fabbisogno finanziario al regolamento.

Protezione dopo l’assegnazione anticipata

Dopo l’assegnazione anticipata, la put con strike $725 resta aperta e offre il diritto di vendere le azioni acquisite a $725 durante il periodo di esercizio. Il conto detiene quindi azioni e una put al posto dello spread originario di due opzioni. La protezione economica al ribasso sopravvive finché la put viene conservata ed è utilizzabile, sebbene la posizione possa sostenere costi di finanziamento e di transazione.

Esercitare la put acquistata vende quelle azioni a $725. Un’alternativa consiste nel vendere sia le azioni sia la put ai prezzi di mercato disponibili, recuperando eventualmente il valore temporale residuo. La put acquistata richiede una propria operazione o istruzione di esercizio; non viene utilizzata automaticamente perché la put venduta è stata assegnata.

La protezione non si estende oltre la propria durata. Si supponga che SPY chiuda a $735, che la put venduta con strike $750 venga assegnata e che la put con strike $725 scada inesercitata. Le azioni acquisite valgono $15 per azione meno del prezzo di acquisto. Dopo il credito iniziale di $9.50, la perdita economica è $5.50 per azione, ossia $550.

Se quelle azioni vengono conservate e SPY scende successivamente da $735 a $700, il ribasso aggiunge una perdita azionaria di $3,500. Il risultato combinato diventa una perdita di $4,050, superiore al precedente limite a scadenza dello spread di $1,550. Non vi è contraddizione: la perdita successiva deriva da una posizione azionaria mantenuta dopo la fine dell’opzione protettiva.

Pin risk e incertezza sull’esercizio

Quando il sottostante è vicino a uno strike a scadenza, l’esito finale di esercizio e assegnazione può restare incerto. I titolari possono impartire istruzioni di esercizio o di mancato esercizio in risposta alle variazioni di prezzo successive alla chiusura, prima del termine fissato dal broker. Un venditore potrebbe conoscere l’esito dell’assegnazione soltanto dopo che è trascorsa la possibilità di esercitare un’opzione protettiva. È una forma di pin risk.

Non si può quindi presumere che le gambe di uno spread vengano regolate come un’unica operazione indivisibile. Una gamba può essere esercitata o assegnata mentre un’altra resta inutilizzata. Le eventuali azioni risultanti richiedono un’attenzione separata al finanziamento e alla successiva esposizione di mercato, anche quando il payoff originario delle opzioni aveva una perdita definita.

Liquidità e rischio di esecuzione

Il costo per ridurre una posizione dipende dai prezzi e dalle quantità disponibili, non dal solo prezzo di valorizzazione visualizzato. Uno spread denaro-lettera ampio o una profondità limitata possono peggiorare il risultato realizzato rispetto a una valutazione al prezzo medio. Chiudere prima un’opzione protettiva lascia inoltre l’opzione venduta residua con un rischio diverso fino alla sua chiusura.

Un ordine complesso elettronico con limite di prezzo affronta la sequenza delle operazioni in opzioni mantenendo il rapporto specificato per ogni combinazione eseguita e limitando il prezzo netto di esecuzione. Non garantisce un’esecuzione completa: alcune o tutte le combinazioni possono restare aperte. Né l’apertura o la chiusura congiunta trasformano le singole opzioni in un unico contratto ai fini di esercizio e assegnazione.