Volatilità implicita: significato, prezzi e IV crush

La volatilità implicita, o IV, è il parametro di volatilità annualizzata che permette a un modello di valutazione delle opzioni di riprodurre un premio selezionato. Descrive l’incertezza incorporata in quel prezzo secondo le ipotesi del modello, non una previsione sul rialzo o ribasso dell’azione. La volatilità storica misura la variabilità dei rendimenti in un periodo passato; l’IV viene ricavata da un prezzo di opzione e non coincide necessariamente con la volatilità successivamente realizzata. 1

Ricavare la volatilità da un premio

Un modello di valutazione usa normalmente la volatilità come parametro per calcolare il valore di un’opzione. Ricavare l’IV inverte il processo: si mantengono fissi prezzo del sottostante, strike, durata residua, tasso di interesse, dividendi e condizioni di esercizio, poi si cerca la volatilità che riproduce il premio scelto. Se VV indica il valore calcolato dal modello:

V(σIV)=Prezzo osservato dell’opzioneV(\sigma_{\mathrm{IV}})=\text{Prezzo osservato dell'opzione}

Il risultato dipende dal modello e dalle sue ipotesi, non soltanto dal premio. 2

Si consideri una call europea con prezzo del sottostante di $750, strike $775 e 45 giorni residui. Con un tasso di interesse annuo del 4% a capitalizzazione continua, un rendimento continuo da dividendi dell’1% e T=45/365.25T=45/365.25 anni, il modello di Black–Scholes–Merton fornisce:

Volatilità annualizzataValore della call per azione
15%$7.28
20%$12.03
25%$16.99

Un premio vicino a $12.03 implica quindi un’IV di circa il 20% con questi parametri. La tabella varia soltanto la volatilità; un prezzo diverso del sottostante o una diversa durata residua modificherebbero il confronto.

Utilizzare il denaro, il prezzo medio denaro-lettera o la lettera può produrre IV diverse. Una soluzione richiede che il premio rientri nell’intervallo di prezzi raggiungibile dal modello. Quando il valore dell’opzione risponde debolmente alla volatilità, piccole differenze di prezzo, arrotondamento o momento della quotazione possono generare grandi differenze nell’IV ricavata.

Interpretare la percentuale annualizzata

Un’IV del 20% non significa che l’azione debba muoversi del 20% prima della scadenza dell’opzione. L’annualizzazione riporta su una scala comune orizzonti temporali diversi. In un modello a volatilità costante, la volatilità annua σ\sigma su un orizzonte di TT anni dà una deviazione standard dei rendimenti logaritmici pari a:

σT\sigma\sqrt{T}

Per una volatilità annua del 20% su 45 giorni:

0.2045/365.25≈0.07020.20\sqrt{45/365.25}\approx0.0702

La misura risultante è circa il 7.02%. Per rendimenti relativamente piccoli, moltiplicarla per il prezzo iniziale dell’azione fornisce una scala approssimativa della deviazione standard in dollari: circa $52.65 a $750. Descrive una dispersione, non un movimento necessario o un prezzo obiettivo. Non è né un confine rigido degli esiti né un intervallo di probabilità garantito nel mondo reale. 3

Come può un calo dell’IV superare l’effetto di un rialzo dopo i risultati societari?

Una call può perdere valore anche quando l’azione sale. Prima della pubblicazione dei risultati societari, il suo premio può riflettere una forte incertezza sull’annuncio. Dopo, l’IV può calare bruscamente quando tale incertezza si risolve. Questo IV crush può sottrarre più valore di quanto ne aggiunga il rialzo dell’azione, anche se non si verifica dopo ogni annuncio. L’approfondimento dell’OIC sui risultati societari spiega questa interazione.

Un esempio svolto: l’azione sale, il valore della call scende

Considera una call europea ipotetica con strike $100 e moltiplicatore di 100 azioni. Usa Black–Scholes con un tasso di interesse annuo del 4% a capitalizzazione continua, nessun dividendo e giorni di calendario divisi per 365.25. Ignora i costi di transazione. Quelli che seguono sono valori del modello, non quotazioni di mercato:

SituazioneSottostanteGiorni residuiIV annuaValore della call per azione nel modello
Riferimento iniziale$1003080%$9.2767
Un giorno dopo, altri parametri invariati$1002980%$9.1192
Un giorno dopo, il sottostante sale$1032980%$10.8482
Un giorno dopo, il sottostante sale e l’IV scende$1032930%$5.3280

Senza il calo dell’IV, il valore successivo della call supererebbe quello iniziale. Con IV al 30%, è invece soltanto circa $5.33 per azione. L’azione è salita del 3%, eppure il valore della call nel modello è sceso di circa $394.87 per contratto su 100 azioni. La variazione è calcolata sui valori non arrotondati del modello; i prezzi della tabella sono arrotondati.

Il valore finale della call comprende $3.00 di valore intrinseco per azione, ossia il prezzo azionario di $103 meno lo strike di $100, e circa $2.3280 di valore estrinseco. Inizialmente, con l’azione a $100, la call non aveva valore intrinseco. Il passaggio in the money non ha compensato la diminuzione del valore estrinseco.

Quale parte della variazione deriva dalla volatilità?

Nell’ordine seguito dalla tabella, il trascorrere di un giorno riduce il valore del contratto di circa $15.75. Il rialzo da $100 a $103 aggiunge poi circa $172.90. Infine, il taglio dell’IV dall’80% al 30% sottrae circa $552.02. Ogni passaggio modifica un parametro mantenendo fissi gli altri.

Cambiando l’ordine, i singoli contributi possono differire; rimane uguale soltanto la variazione complessiva di valore tra le stesse ipotesi iniziali e finali. Il calo dell’IV è di 50 punti percentuali, non una riduzione proporzionale del 50%. Per un movimento così ampio, ricalcola il prezzo dell’opzione anziché moltiplicare il vega iniziale per l’intera variazione. Il vega stima la sensibilità a una variazione di un punto percentuale in prossimità dei parametri correnti.

È questa la mia perdita realizzata?

No. È una diminuzione tra due valori teorici. Un risultato realizzato usa i premi effettivi di entrata e uscita, la quantità, il moltiplicatore del contratto e i costi. Un acquisto a un premio diverso da $9.2767 avrebbe un punto di partenza diverso. Il moltiplicatore di 100 azioni corrisponde alla convenzione di questo calcolatore, ma le specifiche contrattuali possono differire tra prodotti e mercati. Essere in the money non equivale a essere in profitto rispetto al premio pagato.

Come posso esplorare l’esempio nel calcolatore?

Confronta valutazioni separate usando i parametri dell’esempio relativi a prezzo dell’azione, tempo, IV, tasso e dividendi, e conserva a parte il premio teorico iniziale da sottrarre. Modificare l’IV ricalcola il premio di apertura del calcolatore; non conserva un precedente prezzo di acquisto. Lo stesso vale quando modifichi Prezzo iniziale, che indica il prezzo del sottostante all’apertura, non il premio dell’opzione.

Il modello usa giorni interi: l’esempio confronta quindi valutazioni giornaliere, non variazioni infragiornaliere intorno a un annuncio. Consulta la metodologia per le regole di valutazione e della base iniziale del calcolatore.

Una diminuzione dell’IV può ridurre la passività di un’opzione venduta, ma un movimento sfavorevole dell’azione può superare tale beneficio. Non rende sistematicamente redditizia la vendita di opzioni prima dei risultati societari e non limita il rischio del venditore al premio incassato.

Skew e struttura per scadenza

Un sottostante non ha necessariamente un’unica IV per tutte le opzioni. Uno smile di volatilità presenta un’IV più alta agli strike su entrambi i lati della zona centrale, mentre uno skew è più pronunciato su un lato. Le opzioni su indici azionari mostrano spesso un’IV maggiore agli strike inferiori, riflettendo il prezzo attribuito ai forti ribassi e la domanda di protezione dalle discese. 3

Le differenze tra scadenze formano la struttura per scadenza della volatilità. Un annuncio imminente può rappresentare una quota dell’incertezza residua maggiore per un’opzione a breve termine che per una a lungo termine. Può quindi incidere maggiormente sull’IV annualizzata del contratto più breve, e le diverse scadenze non devono necessariamente muoversi insieme.

Le call e le put europee con lo stesso strike e la stessa scadenza sono collegate dalla parità put-call, che mette in relazione i loro prezzi con il sottostante e le condizioni di finanziamento. Prezzi che soddisfano tale relazione implicano la stessa IV se calcolata con parametri coerenti del modello. Gli spread denaro-lettera, le quotazioni non aggiornate e le diverse ipotesi sui dividendi possono creare differenze nell’IV visualizzata. I diritti di esercizio anticipato delle opzioni americane richiedono un trattamento separato; la parità europea non si applica senza modifiche. 4

Vega ed esposizione della posizione

Il vega stima quanto cambia il valore dell’opzione per una variazione dell’IV di un punto percentuale, a parità degli altri parametri. Con IV del 20%, un vega di $1.04 per azione indica che un aumento al 21% aggiunge circa $1.04 per azione, ossia $104 per un contratto acquistato su 100 azioni. Una posizione corta ha l’esposizione opposta. 5

Il vega cambia con volatilità, tempo e moneyness: è quindi una stima locale, non un fattore di conversione fisso. In uno spread, i vega delle gambe lunghe e corte possono compensare in parte una variazione comune dell’IV senza proteggere da variazioni diverse a strike diversi. Il calcolatore applica un’unica IV a tutte le gambe; non varia indipendentemente la volatilità di ciascuna.

Voci correlate

Riferimenti

  1. Options Industry Council. Volatilità e greche.
  2. Options Industry Council. Formula di Black-Scholes.
  3. Martin Haugh, Columbia University. Il modello di Black-Scholes, sezioni 1–3.
  4. Options Industry Council. Parità put-call.
  5. Options Industry Council. Comprendere le greche delle opzioni.