Profitto e rendimento delle opzioni

Supponi di pagare $160 per aprire uno spread in opzioni e di incassare successivamente $250 per chiuderlo. Il profitto è di $90 prima dei costi. Questo guadagno in dollari resta identico sia che lo confronti con il costo di apertura, con il profitto massimo dello spread o con il saldo del conto. La percentuale cambia perché cambia il denominatore.

Uno spread a debito, tre percentuali diverse

La posizione ipotetica è un singolo spread a debito con call con una distanza tra gli strike di $5, quantità corrispondenti nelle gambe, scadenza comune e moltiplicatore di 100 azioni. Il premio netto di apertura è $1.60 per azione e quello netto di chiusura è $2.50 per azione, da cui derivano l’esborso di $160 e l’incasso di $250 indicati sopra.

La distanza di $5 dà un payoff massimo a scadenza di $500. Sottraendo il debito di apertura di $160, il profitto massimo a scadenza è $340, prima dei costi. 1

DomandaCalcoloRisposta
Quanto ho guadagnato rispetto al debito di apertura?$90 di profitto ÷ $160 di debito56.25%
Quale quota del profitto massimo ho realizzato?$90 di profitto ÷ $340 di profitto massimo26.47%
Quale quota del payoff massimo rappresenta l’incasso di chiusura?$250 di incasso ÷ $500 di payoff massimo50.00%

La prima riga misura il rendimento sul debito pagato. La seconda misura la quota raggiunta del profitto massimo disponibile. La terza confronta valori: l’incasso di chiusura è metà del payoff massimo, ma comprende il recupero del costo di apertura. Definire quel terzo dato un rendimento dell’investimento del 50% significherebbe descrivere un calcolo diverso da quello effettuato.

Quale prezzo di chiusura dà il 50% del profitto massimo?

La metà del profitto massimo di $340 è $170. Per guadagnare tale importo, l’incasso di chiusura deve anche recuperare il debito iniziale di $160: deve quindi essere $330, ossia $3.30 per azione. Vendere invece a $2.50 per azione produce il profitto di $90 già visto.

Per uno spread a debito con gambe corrispondenti, debito di apertura per azione dd, distanza tra gli strike WW e quota desiderata ff del profitto massimo, prima dei costi:

Incasso obiettivo per azione=d+f(W−d)\text{Incasso obiettivo per azione}=d+f(W-d)

Con d=1.60d=1.60, W=5W=5 e f=0.50f=0.50 si ottiene $3.30. L’obiettivo si riferisce all’incasso netto di chiusura dello spread, non al prezzo di una singola gamba. Prima della scadenza, anche due call in the money non danno necessariamente allo spread un valore pari all’intera distanza tra gli strike; l’esempio svolto sullo spread a debito spiega perché.

Includi i costi in modo coerente

Aggiungi alla stessa operazione costi ipotetici di apertura di $2 e di chiusura di $2. L’esborso iniziale diventa $162, l’incasso netto di chiusura $248 e il profitto netto scende a $86.

Dividendo il profitto netto per l’intero esborso iniziale si ottiene $86 ÷ $162 = 53.09%, invece del rendimento del 56.25% prima dei costi. Gli oneri sono illustrativi, non il tariffario di un broker. Questo trattamento segue l’indicazione di FINRA di includere i costi pertinenti dell’investimento nel calcolo dei rendimenti. 3

Contano anche i prezzi di esecuzione. Se $2.50 è un prezzo medio denaro-lettera o un altro prezzo di valorizzazione, anziché un prezzo effettivo di chiusura, il risultato resta non realizzato. Lo slippage modifica i premi effettivamente pagati o incassati; la guida alle quotazioni delle opzioni spiega la differenza tra una quotazione e un’esecuzione. Un calcolo più ampio può richiedere anche finanziamento, imposte, dividendi sulle azioni e altri flussi di cassa, che questo calcolatore non include.

Calcola il profitto per posizioni di altre dimensioni

Lo stesso calcolo dei flussi di cassa si applica anche oltre il singolo spread. Per un’opzione acquistata o uno spread a debito chiusi mediante una vendita di segno opposto:

P/L=(incasso di chiusura−debito di apertura)×qM−costi\text{P/L}=(\text{incasso di chiusura}-\text{debito di apertura})\times qM-\text{costi}

Per un’opzione venduta o uno spread a credito chiusi mediante un acquisto di segno opposto:

P/L=(credito di apertura−debito di chiusura)×qM−costi\text{P/L}=(\text{credito di apertura}-\text{debito di chiusura})\times qM-\text{costi}

Qui i premi sono per azione, qq è il numero di posizioni complete e MM il moltiplicatore del contratto. Per uno spread, usa il premio netto delle sue gambe. I costi sono le spese totali in dollari, sottratte dopo aver applicato quantità e moltiplicatore. Gli esempi usano contratti su 100 azioni; altri prodotti e contratti rettificati possono avere condizioni diverse.

Queste formule usano i prezzi delle operazioni di chiusura. Per le posizioni mantenute fino alla scadenza, la guida a payoff e punto di pareggio spiega come il valore intrinseco determina il risultato dell’opzione.

Qual è il denominatore per uno spread a credito?

Considera uno spread a credito con put con una distanza tra gli strike di $5, aperto per $1.00 per azione, ossia $100, e riacquistato per $0.40 per azione, ossia $40. La differenza lascia $60 di profitto, prima dei costi.

Con quantità, dimensioni contrattuali e scadenza corrispondenti, la perdita massima a scadenza è la distanza tra gli strike meno il credito di apertura: ($5 − $1) × 100 = $400. 2

MisuraCalcoloRisultato
Profitto come quota del credito originario$60 ÷ $10060%
Profitto rispetto alla perdita massima a scadenza$60 ÷ $40015%

Il 60% indica quale quota del credito originario è stata trattenuta dopo la chiusura. Incassare il credito di $100 all’apertura non significava aver già guadagnato $100: la posizione aperta comportava ancora un obbligo e quel credito non era l’intero importo a rischio.

Il 15% usa come base la perdita massima a scadenza, non il margine del broker, il finanziamento necessario o il patrimonio totale del conto. Il margine e il finanziamento dell’assegnazione possono comportare importi diversi. Ogni contratto mantiene un trattamento autonomo per esercizio e assegnazione; le azioni risultanti, gli obblighi di finanziamento e i successivi guadagni o perdite azionari restano fuori da questo calcolo riferito alla scadenza delle opzioni.

Il rendimento sul capitale richiede una definizione di capitale

Il profitto lordo di $90 dello spread a debito è il 56.25% del debito iniziale di $160. In un ipotetico conto da $10,000, lo stesso guadagno aggiungerebbe lo 0.9%, in assenza di altri P/L, costi, versamenti o prelievi.

«Capitale» potrebbe invece indicare la liquidità accantonata per l’assegnazione, la riduzione del potere d’acquisto applicata dal broker o il denaro destinato a una strategia. Occorre specificare questi importi, anziché trattarli come intercambiabili con il premio.

Per una put garantita da liquidità, il denaro accantonato per acquistare azioni in caso di assegnazione è una base diversa dal premio incassato. Indica se il denominatore è l’intero obbligo allo strike, la liquidità accantonata al netto del premio oppure un altro importo definito. Il confronto con il rendimento di una posizione in opzioni a debito richiede anche di riconoscere le diverse esigenze di finanziamento e le diverse esposizioni.

Quando altre posizioni, versamenti o prelievi incidono sul conto, la percentuale di una sola operazione non descrive il rendimento del conto. Questo calcolatore non calcola il margine del broker né i rendimenti del conto.

Che cosa significa la percentuale del grafico del calcolatore?

Il calcolatore ricava i premi di apertura dai parametri dello scenario, anziché conservare i prezzi di operazioni effettivamente eseguite. Il suo P/L è quindi un confronto tra valori di modello. Su uno schermo tattile, trascinare con un dito lungo una curva permette di esaminare un punto; trascinare nello spazio vuoto del grafico sposta la vista. Trascinare con il mouse o una penna digitale tra due punti di una curva aggiunge un confronto percentuale, ma il denominatore è il valore assoluto del primo importo tracciato, non il premio di apertura o il capitale del conto:

Variazione percentuale del grafico=100y2−y1∣y1∣\text{Variazione percentuale del grafico}=100\frac{y_2-y_1}{|y_1|}

Passare da una perdita di $500 a una perdita di $200 produce una variazione di +$300, visualizzata come +60%. Il punto finale rappresenta ancora una perdita. La percentuale misura un miglioramento rispetto alla prima perdita tracciata, non un rendimento positivo dell’investimento.

Questa convenzione si applica sia al P/L sia al valore della posizione. Se il valore assoluto iniziale è inferiore a $0.005, una variazione visualizzata diversa da zero mostra N/A; in assenza di variazione visualizzata, compare 0.00%. Consulta la metodologia per le regole esatte di arrotondamento e di gestione dei valori non finiti.

Si può annualizzare un guadagno settimanale?

Un ipotetico rendimento del 2% in sette giorni diventa 104.29% con l’annualizzazione semplice o 180.83% con quella composta. Sono due modi di esprimere come tasso annuo il risultato di un breve periodo, non due rendimenti annui osservati.

Per un rendimento del periodo di detenzione RR espresso in forma decimale e un tempo trascorso positivo d>0d>0 in giorni di calendario, usando un anno di 365 giorni:

Tasso annualizzato semplice=R365d\text{Tasso annualizzato semplice}=R\frac{365}{d} Tasso annualizzato composto=(1+R)365/d−1\text{Tasso annualizzato composto}=(1+R)^{365/d}-1

Il tasso semplice moltiplica il rendimento in proporzione al tempo. Quello composto esprime la crescita composta costante corrispondente agli stessi valori iniziale e finale; FINRA spiega perché queste convenzioni differiscono. 3

La formula composta ammette un rapporto tra valore finale e iniziale non negativo, 1+R≥01+R\geq0. Una perdita totale, R=−1R=-1, dà −100% per qualsiasi periodo di detenzione positivo. Un rapporto negativo non consente in generale di usare questo calcolo con potenza frazionaria a valori reali.

Una settimana di risultati non dimostra che i guadagni siano ripetibili, che sia possibile reinvestire subito allo stesso tasso, che l’esposizione del capitale rimanga invariata o che non si verifichino perdite nel corso di un anno. Neppure annualizzare la quota di premio trattenuta la trasforma in un rendimento del conto. Accanto a un dato annualizzato, mantieni visibili il risultato originario del periodo di detenzione, il denominatore e i giorni trascorsi.

Voci correlate

Riferimenti

  1. Options Industry Council. Bull call spread (spread a debito con call).
  2. Options Industry Council. Bull put spread (spread a credito con put).
  3. FINRA. Calcolare i rendimenti degli investimenti.